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Tower mansion a Tokyo: prezzi, spese e rendimento reale

Una tower mansion è un condominio residenziale alto più di 60 metri, cioè una ventina di piani come minimo: a Tokyo è l’immobile che gli acquirenti stranieri chiedono più spesso. Il prezzo medio di un appartamento nuovo nei 23 quartieri della capitale ha raggiunto 136,13 milioni ¥ nel 2025 (circa 908.000 €), in crescita del 21,8 % su un anno, secondo il Real Estate Economic Institute. Eppure una torre di Tokyo rende circa il 2–3 % lordo e il suo fondo di riserva per i lavori è strutturalmente sottofinanziato. Ecco il calcolo completo, riforma dopo riforma.

Office towers of Nishi-Shinjuku, Tokyo, seen from above
Foto: panayota · CC0

Tower mansion: che cosa indica davvero il termine

Il termine giapponese tawā manshon (タワーmansion, letteralmente « condominio-torre ») non ha alcuna definizione legale. Nella pratica di mercato indica un edificio residenziale che supera i 60 metri, cioè circa 20 piani. Quella soglia non è arbitraria: oltre i 60 m, la kenchiku kijun-hō (kenchiku kijun-hō, legge sugli standard edilizi) classifica la costruzione come chōkōsō kenchikubutsu (超高層建築物, edificio di grandissima altezza) e impone un’analisi dinamica della risposta sismica convalidata da una certificazione ministeriale, un regime molto più severo del calcolo strutturale ordinario.

Perché il Giappone ne costruisce così tante

Le torri non nascono a caso. Quasi sempre derivano da operazioni di riqualificazione urbana che concedono al promotore un bonus di yōsekiritsu (yōsekiritsu (COS), indice di edificabilità) in cambio di spazi pubblici, negozi al piano terra o servizi condivisi. Da qui la loro concentrazione in poche zone molto riconoscibili:

  • La baia di Tokyo (wangan, 湾岸): Toyosu, Harumi, Kachidoki, Tsukishima, Shibaura, terreni strappati al mare e riqualificati a partire da vecchie aree portuali e industriali.
  • Musashi-Kosugi, a Kawasaki, costruita su terreni industriali riconvertiti attorno a un grande nodo ferroviario.
  • Nishi-Shinjuku, Kita-Shinagawa, Toshima: progetti di rinnovo raccolti attorno alle stazioni più grandi.

La differenza che conta per un investitore

Una torre non è semplicemente una manshon (mansion, condominio in cemento armato) più alta: è un’altra classe di attivo, con un’economia interna diversa.

CriterioCondominio classico (5–14 piani)Tower mansion (20 piani e oltre)
Numero di unitàDa 20 a 100Da 200 a 1.500
Quota di terreno per unitàSignificativaMinima: il lotto è diviso tra centinaia di unità
Spazi e servizi comuniAtrio, locale biciclettePortineria, lounge, camere per ospiti, palestra, corridoi interni climatizzati
AscensoriDa 1 a 2Da 4 a 12, con zonizzazione alto/basso
Grandi lavoriPonteggio tradizionalePiattaforme sospese, sollevamento specializzato
Spese mensiliModerateNettamente più alte, e destinate a salire

Tenga presente questo punto, perché è il più frainteso: in una torre la shikichi mochibun (shikichi持分, quota di terreno legata a ciascuna unità) è minuscola. In Giappone è il terreno a conservare valore mentre l’edificio si deprezza: un meccanismo che analizziamo in perché le case giapponesi perdono valore. Comprare una torre significa quindi comprare soprattutto costruito, in un mercato in cui il costruito invecchia in fretta. Ciò che compensa, a Tokyo, è la rarità della posizione stessa.

Il mercato nel 2026: prezzi record e offerta ai minimi storici

I dati 2025 pubblicati dal Real Estate Economic Institute (Fudōsan Keizai Kenkyūjo, 不動産経済研究所) danno la misura del movimento. Le torri pesano molto su queste medie: sono loro a spingere il segmento oltre i 100 milioni ¥.

Mercato del nuovo, 2025Prezzo medioEquivalente in euroVariazione su un anno
I 6 quartieri centrali di Tokyo195,03 milioni ¥≈ 1.300.000 €+20,2 %
I 23 quartieri di Tokyo136,13 milioni ¥≈ 908.000 €+21,8 %
I 23 quartieri di Tokyo: valore mediano113,80 milioni ¥≈ 759.000 €+27,3 %
Grande regione di Tokyo91,82 milioni ¥≈ 612.000 €
Kanagawa (Yokohama inclusa)71,65 milioni ¥≈ 478.000 €
Saitama64,20 milioni ¥≈ 428.000 €
Chiba58,42 milioni ¥≈ 389.000 €

La rarità spinge il prezzo

Il dato sui volumi colpisce più del prezzo. Nel 2025 la grande regione di Tokyo ha consegnato appena 21.962 nuove unità in condominio, il 4,5 % in meno su un anno e il livello più basso dall’inizio delle rilevazioni, nel 1973. I 23 quartieri ne hanno assorbite 8.064 (−2,5 %). Nello stesso periodo le unità nuove vendute sopra i 100 milioni ¥ sono salite a 5.669, con un aumento di 2.021 unità in un solo anno. Meno alloggi, e sempre più cari. Costo della costruzione, carenza di manodopera e promotori concentrati sulle localizzazioni più redditizie spiegano quasi tutto.

E l’usato?

Sul mercato secondario il prezzo medio al metro quadro delle transazioni concluse nei 23 quartieri supera ormai 1,36 milioni ¥, ossia circa 95 milioni ¥ (≈ 633.000 €) per un 70 m². L’indice ufficiale dei prezzi immobiliari del Ministero del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo (Kokudo Kōtsū-shō, MLIT) colloca il condominio di Tokyo a più del doppio del suo livello del 2010. Per capire che cosa significano queste curve fuori dalla capitale, confronti il nostro panorama dei prezzi immobiliari in Giappone nel 2026 e il nostro approfondimento sull’investimento immobiliare a Tokyo. Per decidere dove collocare questo budget, il nostro confronto dei 23 quartieri di Tokyo li classifica uno per uno in base al prezzo ufficiale del terreno 2026.

Consiglio dell’esperto. Un prezzo medio non si negozia. Sul nuovo in torre, il listino del promotore incorpora un premio di piano che può arrivare al 30–40 % tra il terzo piano e l’ultimo, a parità di superficie. Quel premio si paga il primo giorno e non sempre si recupera alla rivendita: è una delle trappole principali del segmento.

Il vero costo di possesso: spese e fondo di riserva

È qui che si decide la redditività reale, ed è qui che la maggior parte degli acquirenti stranieri sbaglia. Un condominio giapponese addebita ogni mese due voci distinte: il kanrihi (kanri-hi, spese correnti di gestione) e lo shūzen tsumitatekin (shūzen tsumitatekin, fondo di riserva per i lavori). Il nostro articolo sulle spese condominiali in Giappone spiega il meccanismo; ecco che cosa diventa dentro una torre.

Che cosa si paga oggi

L’indagine nazionale sui condomìni del ministero (manshon sōgō chōsa, mansion総合調査, edizione 2023) riporta le medie seguenti:

Voce mensileTutti i condomìniEdifici di 20 piani e oltre
Spese di gestione, per unità11.503 ¥ (≈ 77 €)14.415 ¥ (≈ 96 €)
Spese di gestione, per m²159 ¥199 ¥
Fondo di riserva, per unità13.054 ¥ (≈ 87 €)14.025 ¥ (≈ 94 €)
Fondo di riserva, per m²182 ¥178 ¥

Le spese di gestione di una torre sono logicamente più alte: portineria, sicurezza 24 ore su 24, batterie di ascensori, corridoi interni illuminati e climatizzati, locali rifiuti a ogni piano e spazi comuni da mantenere.

L’anomalia che deve metterla in allarme

Guardi l’ultima riga: nelle torri il fondo di riserva rapportato al metro quadro (178 ¥) è inferiore alla media nazionale (182 ¥). È economicamente assurdo, perché una torre costa molto di più da ristrutturare. Il ministero pubblica proprio un parametro di riferimento nella sua linea guida sul fondo di riserva (revisione di giugno 2024), costruita su 366 piani di lavori reali:

Tipo di edificioRiserva di riferimentoIntervallo che copre due terzi dei casi
Meno di 20 piani, superficie lorda < 5.000 m²335 ¥/m²/mese235 – 430 ¥
Meno di 20 piani, 5.000–10.000 m²252 ¥/m²/mese170 – 320 ¥
Meno di 20 piani, 10.000–20.000 m²271 ¥/m²/mese200 – 330 ¥
Meno di 20 piani, 20.000 m² e oltre255 ¥/m²/mese190 – 325 ¥
20 piani e oltre (tower mansion)338 ¥/m²/mese240 – 410 ¥

Il parametro ufficiale indica 338 ¥/m² per una torre; la pratica osservata è di 178 ¥/m². Lo scarto è vicino al doppio. Per un’unità di 60 m² significa una riserva reale di circa 10.700 ¥ al mese là dove il piano dei lavori ne chiederebbe 20.300. Il disavanzo non evapora: passa a chi possiederà l’unità dopo.

Il muro dei trent’anni

Due meccanismi lo rendono inevitabile. Primo, il dankai zōgaku tsumitate hōshiki (段階増額積立方式, accantonamento a scaglioni crescenti): i promotori annunciano una riserva molto bassa alla consegna per rendere attraente il programma, con aumenti programmati ogni cinque anni. Secondo, il costo del daikibo shūzen (大規模修繕, campagna di ristrutturazione pesante), che torna ogni dodici o quindici anni. Su una torre non si monta un ponteggio: le squadre lavorano da piattaforme sospese o con attrezzature di sollevamento specializzate, e le sole voci di allestimento del cantiere assorbono abitualmente un terzo del budget, contro un quinto o un quarto su un edificio ordinario. Un condominio sottofinanziato ha allora tre sole vie d’uscita: un contributo straordinario, un forte aumento della quota mensile, oppure il rinvio dei lavori, la peggiore delle tre.

Consiglio dell’esperto: i tre documenti da esigere prima di firmare. 1) il chōki shūzen keikaku (chōki修繕計画, piano dei lavori a lungo termine) e la data dell’ultima revisione; 2) il saldo attuale del fondo di riserva e il calendario degli aumenti programmati; 3) i gijiroku (議事録, verbali) delle ultime tre assemblee del kanri kumiai (kanri kumiai, assemblea dei proprietari). Una torre il cui piano non è stato rivisto da più di cinque anni, o i cui verbali citano un contributo straordinario, è una torre il cui prezzo va rinegoziato. Questi documenti figurano normalmente nell’informativa legale obbligatoria prima del contratto consegnata prima della firma.

Fiscalità delle torri: tre riforme hanno cambiato i conti

Il fisco giapponese ha passato un decennio a chiudere la scappatoia delle torri. Oggi tre testi inquadrano la materia, e riguardano direttamente un acquirente straniero non appena l’immobile si trova in Giappone.

2018: l’imposta immobiliare varia secondo il piano

Dalla riforma fiscale del 2017, un edificio residenziale di oltre 60 m con alloggi su più livelli, qualificato come kyojūyō chōkōsō kenchikubutsu (居住用超高層建築物, edificio residenziale di grandissima altezza), vede la sua kotei shisan zei (kotei shisan-zei, imposta sui beni immobili) ripartita secondo un coefficiente di piano. Il primo piano vale 100 e ogni livello aggiuntivo aggiunge 10/39, ossia circa +0,256 % per piano. Al 40° piano il coefficiente arriva a 110: l’unità in cima paga circa il 10 % in più della sua equivalente al piano terra, a parità di superficie. Il totale prelevato sull’edificio non cambia; è la sua ripartizione tra le unità a essere stata riequilibrata. La regola si applica agli edifici tassati per la prima volta dal 1° gennaio 2018, salvo le unità vendute con contratto anteriore al 1° aprile 2017. Il calcolo annuale completo è illustrato nella nostra guida all’imposta immobiliare in Giappone.

2024: la fine della pianificazione successoria tramite torre

Era la struttura di punta: un appartamento in torre valutato ai fini dell’imposta di successione a una frazione del prezzo di mercato, perché il valore imponibile di un’unità poggia su una quota di terreno minuscola e su un edificio ammortizzato. L’agenzia nazionale delle entrate (Kokuzeichō, Kokuzei-chō) vi ha messo fine con un’istruzione applicabile alle successioni e alle donazioni aperte dal 1° gennaio 2024. Un coefficiente di correzione, il kubun shoyū hoseiritsu (-ku分所有補正率), viene ora calcolato a partire da quattro variabili: l’età dell’edificio, un indice del numero totale di piani, il piano dell’unità e l’esiguità della quota di terreno. Quando il valore imponibile scende sotto il 60 % del valore di mercato teorico, viene riportato a quella soglia del 60 %. In pratica, un bene valutato al 30 % del prezzo di mercato sotto il vecchio regime può ora esserlo al 60 %: la base imponibile raddoppia. Veda il nostro approfondimento sull’imposta di successione sugli immobili in Giappone per gli scaglioni applicabili.

2027: la regola dei cinque anni sugli immobili locati

La legge di bilancio giapponese per l’esercizio 2026 prosegue nella stessa direzione. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2027, un immobile dato in locazione e acquistato nei cinque anni precedenti il decesso non sarà più valutato sui valori catastali abituali, ma a partire dal suo prezzo di acquisto rettificato dell’andamento dei prezzi dei terreni e considerato all’80 %. Comprare tardi una torre locata come strumento di trasmissione perde quindi gran parte del suo interesse. Faccia confermare la sua situazione da uno zeirishi (zeirishi, dottore commercialista specializzato in fiscalità): i testi attuativi precisano diversi casi particolari.

Non confonda le due « regole dei cinque anni »

Esiste un’altra regola dei cinque anni, senza alcun rapporto con la precedente: quella sulla plusvalenza. Un immobile rivenduto cinque anni dopo l’acquisto o meno (calcolati al 1° gennaio dell’anno di rivendita) sconta il 39,63 % di imposta sulla plusvalenza, contro il 20,315 % oltre quella soglia. Su un bene comprato per essere rivenduto, questo passaggio pesa più di tutto il resto messo insieme: il meccanismo esatto è spiegato nel nostro articolo sulla plusvalenza immobiliare in Giappone.

RiformaIn vigore dalEffetto su una torre
Coefficiente di piano sull’imposta immobiliare1° gennaio 2018I piani alti pagano di più, fino a circa +10 %
Coefficiente di correzione per l’imposta di successione1° gennaio 2024Valore imponibile riportato al 60 % del valore di mercato
Regola dei cinque anni sugli immobili locati1° gennaio 2027Acquisti recenti valutati sul prezzo pagato, considerato all’80 %
Plusvalenza a breve termine o a lungo termineIn vigore39,63 % fino a cinque anni, poi 20,315 %

Rendimento locativo: il calcolo onesto, con un caso pratico

Una torre di Tokyo si affitta in fretta, a un inquilino solvibile, con una vacanza locativa molto ridotta. È la sua vera qualità. Ma i prezzi di acquisto sono saliti molto più in fretta degli affitti, e il rendimento si è compresso meccanicamente.

Caso pratico: 60 m² in una torre di Toyosu

Prendiamo un bilocale di 60 m² al 20° piano di una torre della baia, comprato a 120.000.000 ¥ (≈ 800.000 €) in contanti e affittato a 280.000 ¥ al mese (≈ 1.870 €). Le spese d’acquisto in Giappone restano contenute: provvigione d’agenzia, imposta di registro, imposta di acquisizione, imposta di bollo e onorario dello shihō shoshi (shihō shoshi, scrivano giudiziario incaricato della registrazione catastale) rientrano tutti in un totale inferiore al 6 % del prezzo.

Voce annualeImportoEquivalente
Prezzo d’acquisto120.000.000 ¥≈ 800.000 €
Spese d’acquisto (≤ 6 %)fino a 7.200.000 ¥≈ 48.000 €
Affitto incassato (12 mesi)3.360.000 ¥≈ 22.400 €
Spese di gestione (199 ¥/m²)− 143.300 ¥≈ − 955 €
Fondo di riserva (178 ¥/m²)− 128.200 ¥≈ − 855 €
Imposta immobiliare e imposta urbanistica (stima)− 350.000 ¥≈ − 2.330 €
Gestione locativa (5 % dell’affitto)− 168.000 ¥≈ − 1.120 €
Assicurazione e accantonamento per sfitto− 200.000 ¥≈ − 1.330 €
Risultato netto ante imposte≈ 2.370.000 ¥≈ 15.800 €

Rendimento lordo: 2,8 %. Rendimento netto ante imposte: circa 1,9 % sul prezzo d’acquisto, e 1,8 % includendo le spese d’acquisto. Resta da togliere l’imposta giapponese: un non residente subisce una ritenuta alla fonte del 20,42 % sugli affitti, regolarizzata con la dichiarazione annuale, il kakutei shinkoku (kakutei shinkoku, dichiarazione dei redditi): si veda la nostra guida alle imposte sui redditi da locazione per i non residenti. L’ammortamento del costruito riduce per fortuna in modo sensibile la base imponibile, una leva illustrata nel nostro articolo sull’ammortamento immobiliare in Giappone.

Che cosa significa davvero questa cifra

Un rendimento netto inferiore al 2 % non è un errore di calcolo: è la firma di questo attivo. Una tower mansion a Tokyo è un investimento di conservazione del capitale (liquidità, prestigio, inquilino affidabile, esposizione allo yen), non un investimento di rendimento. Chi punta al rendimento guarda altrove: immobili a reddito in provincia, case antiche ristrutturate, alloggi turistici di breve durata. Con 42,7 milioni di visitatori accolti nel 2025, un alloggio con licenza e ben posizionato produce un reddito di tutt’altro ordine; lo mostriamo città per città nel nostro confronto sulla redditività Airbnb in Giappone, e può calcolare il suo scenario con il simulatore di redditività immoJapon.

I rischi propri delle torri e come verificarli

Una torre è un sistema tecnico complesso. I suoi punti deboli non sono quelli di una casa e non si vedono durante una visita.

L’allagamento dai piani interrati

È il rischio più sottovalutato, e ha un precedente celebre. Nell’ottobre 2019, durante il tifone Hagibis, una torre di Musashi-Kosugi ha visto allagarsi il locale elettrico del terzo piano interrato per rigurgito della rete sotterranea, senza che il fiume Tama esondasse. Risultato: blackout totale, ascensori fermi, acqua corrente e scarichi fuori servizio, parcheggio meccanizzato sommerso, edificio inabitabile per settimane. La lezione è strutturale: in una torre, rifugiarsi in alto non serve a nulla se l’elettricità sta in basso. Dopo quell’episodio i ministeri competenti hanno pubblicato un documento di riferimento sulla protezione degli impianti elettrici dalle inondazioni.

Che cosa verificare: la quota a cui sono installati il locale di consegna dell’energia e le pompe (piano interrato o piattaforma rialzata?), la presenza di paratie antiallagamento e la mappa del rischio di inondazione del comune. Il nostro approfondimento sui rischi naturali e l’immobiliare in Giappone spiega come leggere queste mappe ufficiali prima di fare un’offerta.

Terreni strappati al mare e liquefazione

Buona parte delle torri della baia sorge su terreni di riporto. Le fondazioni profonde proteggono l’edificio in sé, ma non le reti interrate né le strade: dopo un sisma importante, una torre intatta può restare senza acqua e senza fognatura. Verifichi la mappa del rischio di liquefazione del quartiere e l’anno di costruzione rispetto alla norma sismica del 1981.

Governance: centinaia di proprietari

Raggiungere il quorum su 800 unità, una parte delle quali appartiene a investitori non residenti, è davvero difficile. Eppure le decisioni pesanti (lavori, aumento della riserva, sostituzione degli ascensori) si votano tutte in assemblea. Un condominio che non riesce a decidere è un condominio che si degrada. Chieda il tasso di partecipazione alle ultime assemblee: è un indicatore di salute più affidabile dello stato dell’atrio.

Vento, ascensori e vita quotidiana

Ai piani alti spesso non si possono aprire del tutto le finestre, il bucato non asciuga fuori e l’oscillazione con vento forte si percepisce. Nelle ore di punta, l’attesa dell’ascensore in una torre di 40 piani si misura in minuti. Infine, i corridoi interni climatizzati, così confortevoli d’inverno, fanno salire la bolletta elettrica comune. Nulla di tutto questo compare su una pianta: si constata durante un naiken (naiken, visita dell’immobile), anche a distanza, come spiega il nostro metodo per visitare un immobile giapponese dall’estero.

Comprare una tower mansion da straniero: che cosa è vero nel 2026

Il regime giapponese resta uno dei più aperti al mondo, e circolano molti luoghi comuni. Facciamo ordine.

Che cosa è vero

  • Nessuna nazionalità è esclusa. Un non residente può comprare in piena proprietà, a vita e trasmissibile, senza autorizzazione preventiva. È il punto di partenza della nostra guida per comprare una casa in Giappone senza visto.
  • Comprare un immobile in Giappone non dà alcun diritto di soggiorno: nessun visto, nessuno status di residenza e nessun vantaggio per ottenerne uno. Nessuna eccezione. Le vie di soggiorno esistenti sono descritte nel nostro articolo sul visto business manager applicato all’immobiliare.
  • Il mutuo giapponese è accessibile, in pratica, solo a chi risiede e lavora come dipendente in Giappone, con una pratica stabile e di norma la residenza permanente o un garante. Per tutti gli altri l’acquisto avviene in contanti: si veda il mutuo in Giappone per uno straniero.
  • Le spese d’acquisto restano al di sotto del 6 % del prezzo, tra i livelli più bassi delle grandi piazze mondiali.
  • Serve un rappresentante fiscale se non risiede in Giappone: il nōzei kanrinin (nōzei kanrinin, rappresentante fiscale) riceve gli avvisi di accertamento e paga le imposte per suo conto.

Il dibattito in corso sugli acquisti stranieri

Dal 2025 l’acquisto di abitazioni giapponesi da parte di non residenti è diventato un tema politico. Un’indagine ministeriale sul primo semestre 2025 ha confermato la presenza crescente di acquirenti stranieri, in particolare sul nuovo in torre nel centro di Tokyo. Un rapporto dell’ufficio studi della Camera dei rappresentanti, pubblicato nel febbraio 2026, ha fatto il punto sul quadro giuridico. A oggi nessuna restrizione all’acquisto di abitazioni è entrata in vigore: il governo e la maggioranza hanno privilegiato la conoscenza del fenomeno, a partire da una possibile riforma del registro fondiario, dove oggi la nazionalità del proprietario non è riportata, il che rende impossibile qualsiasi statistica affidabile. Il tema merita di essere seguito, ma non cambia nulla sulla legalità di un acquisto oggi.

Consiglio dell’esperto. Se compra in contanti dall’estero, organizzi la logistica bancaria molto prima del compromesso: giustificativo dell’origine dei fondi, bonifico internazionale e, se possibile, un conto giapponese. La nostra guida per aprire un conto bancario in Giappone illustra le opzioni realistiche per ogni status di residenza.

Gli errori frequenti da evitare

  1. Fidarsi della riserva indicata sull’annuncio. Su un programma nuovo è deliberatamente bassa e destinata a raddoppiare o triplicare. La confronti sempre con il parametro ufficiale di 338 ¥/m² per una torre, e proietti l’onere a dieci anni.
  2. Pagare il premio di piano senza chiedersi chi lo ricomprerà. Gli ultimi piani si vendono a caro prezzo sul nuovo; alla rivendita, l’acquirente successivo si confronta con il mercato dell’usato della zona, non con il suo prezzo d’acquisto.
  3. Ignorare dove si trova il locale elettrico. Un locale di consegna dell’energia in un piano interrato dentro una zona a rischio di inondazione è un rischio di inabitabilità, non un dettaglio tecnico.
  4. Confondere rendimento lordo e rendimento netto. Su una torre lo scarto tra i due supera spesso il 30 % del reddito, a causa delle spese. Lo simuli prima di comprare.
  5. Trascurare la fiscalità in uscita. Rivendere prima della soglia dei cinque anni quasi raddoppia l’aliquota sulla plusvalenza: la durata di detenzione si decide il giorno dell’acquisto.
  6. Comprare sulla carta un programma con consegna lontana senza aver letto la clausola di revisione del prezzo né verificato la solidità del promotore.
  7. Dimenticare il rappresentante fiscale. Senza nōzei kanrinin, gli avvisi di accertamento finiscono nel vuoto e le sanzioni per ritardo si accumulano.
  8. Credere che una torre nuova non abbia bisogno di verifiche. Il punto debole di una torre non è il suo cemento: è la salute finanziaria della sua assemblea dei proprietari. Si verifica sui documenti, ed è esattamente ciò che facciamo nell’ambito di un accompagnamento all’acquisto immoJapon.

Conclusione: un bene patrimoniale, non una macchina da reddito

La tower mansion di Tokyo fa benissimo una cosa: conservare valore in una delle localizzazioni più ricercate al mondo, con una liquidità rara e un inquilino affidabile. Ne fa malissimo un’altra: produrre reddito. Al 2,8 % lordo e a meno del 2 % netto ante imposte, non regge il confronto con un bene di gestione. E la sua vera linea di rischio non è il sisma né il mercato, ma un fondo di riserva finanziato alla metà di quanto raccomanda il parametro ufficiale, in un patrimonio in cui centinaia di torri stanno arrivando alla loro seconda grande campagna di lavori.

La domanda giusta non è quindi « conviene comprare una torre a Tokyo? » ma « che cosa voglio che faccia questo denaro? ». Per un patrimonio da trasmettere, un pied-à-terre di alta gamma o un’esposizione allo yen, il bene si difende, a patto di verificare il condominio invece della vista. Per un reddito, guardi piuttosto agli immobili che selezioniamo e analizziamo uno per uno tra le nostre occasioni immobiliari in Giappone, oppure ci parli del suo progetto: calcoliamo entrambi gli scenari prima che lei impegni qualsiasi cosa. Per porre le basi, la guida completa all’acquisto immobiliare in Giappone ripercorre il processo passo dopo passo, e i nostri progetti seguiti mostrano com’è un’operazione portata fino alla consegna delle chiavi.

Domande frequenti

Che cos’è una tower mansion in Giappone?

È un condominio residenziale alto più di 60 metri, cioè circa 20 piani o più. Il termine non ha una definizione legale, ma oltre i 60 m la legge giapponese sugli standard edilizi impone un regime di calcolo sismico rafforzato con certificazione ministeriale.

Quanto costa un appartamento in torre a Tokyo nel 2026?

Nel 2025 il prezzo medio di un appartamento nuovo in condominio nei 23 quartieri di Tokyo era di 136,13 milioni ¥ (circa 908.000 €), in crescita del 21,8 % su un anno, e di 195,03 milioni ¥ nei sei quartieri centrali. Le torri si collocano nella parte alta di queste forchette.

Quale rendimento locativo aspettarsi da una tower mansion a Tokyo?

Conti circa dal 2,5 % al 3,5 % lordo e spesso meno del 2 % netto ante imposte, una volta dedotte le spese di gestione, il fondo di riserva, l’imposta immobiliare e la gestione locativa. È un bene di conservazione del capitale più che un bene di rendimento.

Uno straniero può comprare una tower mansion in Giappone?

Sì, senza restrizioni di nazionalità né autorizzazione preventiva, in piena proprietà trasmissibile. A oggi nessuna regola che limiti l’acquisto di abitazioni da parte di non residenti è entrata in vigore, anche se il tema è oggetto di dibattito pubblico dal 2025.

Comprare un appartamento in Giappone dà diritto a un visto?

No. Comprare un immobile in Giappone non dà alcun diritto di soggiorno, qualunque sia l’importo investito. I visti si ottengono tramite il lavoro, l’attività d’impresa, gli studi o i legami familiari, secondo criteri indipendenti dal patrimonio.

Quali sono le spese mensili di una tower mansion?

Secondo l’indagine nazionale del ministero sui condomìni, un condominio di 20 piani o più addebita in media 14.415 ¥ di spese di gestione e 14.025 ¥ di fondo di riserva per unità al mese, ossia circa 190 € in totale. Entrambe salgono con l’età dell’edificio.

Perché il fondo di riserva di una torre aumenta così tanto?

Perché i promotori fissano una riserva iniziale molto bassa, con scaglioni di aumento programmati, e perché i grandi lavori di una torre costano molto di più: piattaforme sospese invece di ponteggi, manodopera specializzata e cantieri lunghi.

La fiscalità delle torri è cambiata di recente?

Sì, tre volte. Dal 2018 l’imposta immobiliare varia secondo il piano. Da gennaio 2024 il valore considerato per l’imposta di successione è riportato al 60 % del valore di mercato. E dal gennaio 2027 un immobile locato acquistato meno di cinque anni prima del decesso sarà valutato sul suo prezzo d’acquisto.

Fonti ufficiali

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